– È una stupida, – dissi. – Una donna innamorata è sempre stupida.
– È una stupida, – dissi. – Una donna innamorata è sempre stupida.

“Il gatto non è esigente, purché ci si ricordi che il latte gli piace nel piattino piano con i disegnini rosa e il pesce nel piatto azzurro, dove lo prenderà per mangiarlo sul pavimento.” (Arthur Bridges)

Era una tenue speranza, forse un’illusione, e non volevo bruciarla nel breve spazio di un viaggio aereo: preferivo cullarla e assaporarla con un certo agio, come si ama fare con le speranze alle quali teniamo molto e che sappiamo hanno poche possibilità di realizzarsi.
da “I treni che vanno a Madras”.

« Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire. »
L’uomo vecchio, deluso di tutte le cose,
dalla soglia di casa nel tiepido sole
guarda il cane e la cagna sfogare l’istinto.
Sulla bocca sdentata si rincorrono mosche.
La sua donna gli è morta da tempo. Anche lei
come tutte le cagne non voleva saperne,
ma ci aveva l’istinto. L’uomo vecchio annusava
- non ancora sdentato -, la notte veniva,
si mettevano a letto. Era bello l’istinto.
Quel che gli piace nel cane è la gran libertà.
Dal mattino alla sera gironzola in strada;
e un po’ mangia, un po’ dorme, un po’ monta le cagne:
non aspetta nemmeno la notte. Ragiona,
come fiuta, e gli odori che sente son suoi.
L’uomo vecchio ricorda una volta di giorno
che l’ha fatta da cane in un campo di grano.
Non sa più con che cagna, ma ricorda il gran sole
e il sudore e la voglia di non smettere mai.
Era come in un letto. Se tornassero gli anni,
lo vorrebbe far sempre in un campo di grano.
Scende in strada una donna e si ferma a guardare;
passa il prete e si volta. Sulla pubblica piazza
si può fare di tutto. Persino la donna,
che ha ritegno a voltarsi per l’uomo, si ferma.
Solamente un ragazzo non tollera il gioco
e fa piover sassi. L’uomo vecchio si sdegna.
Cesare Pavese
