poesia

Nel sonno

Ho sognato che cercavo una cosa,
nascosta chissà dove oppure persa
sotto il letto o le scale,
all’indirizzo vecchio.

Rovistavo in armadi, scatole e cassetti,
inutilmente pieni di cose senza senso.

Tiravo fuori dalle mie valigie
gli anni e i viaggi compiuti.

Scuotevo fuori dalle tasche
lettere secche e foglie scritte non a me.

Correvo trafelata
per ansie e stanze
mie e non mie.

Mi impantanavo in gallerie
di neve e nell’oblio.

Mi ingarbugliavo in cespugli di spine
e congetture.

Spazzavo via l’aria
e l’erba dell’infanzia.

Cercavo di fare in tempo
prima del crepuscolo del secolo trascorso,
dell’ora fatale e del silenzio.

Alla fine ho smesso di sapere
cosa stessi cercando così a lungo.

Al risveglio
ho guardato l’orologio.
Il sogno era durato due minuti e mezzo.

Ecco a che trucchi è costretto il tempo
dacché si imbatte
nelle teste addormentate.

Promoted Post

Sponsored Post Learn from the experts: Create a successful blog with our brand new courseThe WordPress.com Blog

WordPress.com is excited to announce our newest offering: a course just for beginning bloggers where you’ll learn everything you need to know about blogging from the most trusted experts in the industry. We have helped millions of blogs get up and running, we know what works, and we want you to to know everything we know. This course provides all the fundamental skills and inspiration you need to get your blog started, an interactive community forum, and content updated annually.

musica

Corto circuito

Nel tempio maledetto della mia memoria ci sono alcuni punti oscuri che non ho sbrogliato ancora: vortici, buchi neri nel mio passato che cancellano, risucchiano tutto ciò che è stato.
C’è una parte di me che sa benissimo cosa è successo, l’altra fa finta di niente per poter vivere lo stesso.
Ma guarda un po’ che fatto strano, quali mostri è in grado di creare il cervello umano.
Mi sembra di vedere dottor Jekyll arrivare da lontano: “vuole la mia mano…?”
La realtà è evanescente e come lei niente, ma i sentimenti restano condensati dentro l’aria come nuvole che attendono di partorire, gravide
come il mio passato, e qui mi perdo ma una cosa resta: io preferisco il cuore alla testa.